Modifica dimensione carattere

Comune di Camino - Gastronomia - La tùrta ad ciapétti

Alla golosa tùrta ad ciapétti, nel mese di marzo 2010, è stata attribuita la De.Co., denominazione comunale che ne attesta la qualità ed originalità ed è quindi riservata a questa torta, preparata secondo una ricetta specifica, esclusivamente nel territorio comunale di Camino. La tùrta ad ciapétti si presenta di consistenza morbida e si contraddistingue per l'inconfondibile gusto di mele e cioccolato conferitole dalla presenza degli ingredienti ed in particolare delle mele Ruscalla.

Cesare Lusona, profondo conoscitore delle tradizioni caminesi e detentore della ricetta originale, racconta quanto segue.

"A Camino quando si piantava una vigna nuova, era tradizione piantare in testa ai filari, presso il pozzo, una piantina di melo. Il piantino nuovo era recuperato a Po. Qui durante le piene, l'acqua portava qualche mela buttata perchè guasta assieme a limo e sabbia; quando le acque tornavano nell'alveo nascevano sulle rive nel limo le piantine. Normalmente queste piantine venivano innestate e, se le foglie erano piccole, le mele erano normalmente acide. Il contadino Ruscalla, abitante al fondo di via Serra, fu molto fortunato perchè, nella sua nuova vigna, il piantino preso a Po diede origine ad una mela profumatissima, gialla, a cinque punte, come la Golden, molto precoce e soprattutto dolcissima. Questa mela si è diffusa rapidamente a Camino. All'inizio veniva cotta spaccata in mezzo e messa su un contenitore lungo ottenuto tagliando una latta da petrolio. Una volta cotte e messe a seccare al sole di agosto e settembre davano origine ai "ciapetti". Nella Settimana Santa i "ciapetti" venivano messi a bagno la sera e al giorno dopo cotti e passati come per la conserva di pomodoro. Questa purea marroncina era la base per la torta. Si aggiungevano: uova, vaniglia, polvere di cioccolato, amaretti, zucchero, sale, la scorza di limone o arance e vino bianco. Un tempo gli amaretti erano sostituiti da gallette e gherigli di nocciolo di pesca pestati che i bambini recuperavano diligentemente. La torta, o meglio le torte venivano cotte nel forno a legna per almeno due ore. Alla sfornatura venivano girate su di un piatto così si ammorbidiva la crosticina formatesi sopra. Dopo qualche giorno erano più gustose di quando erano fresche. Questa torta ha avuto varianti e imitazioni che hanno cambiato totalmente il gusto; soprattutto se non confezionate con mele Ruscalla e non secche. Se ne confezionavano a decine da regalare a famigliari e amici soprattutto per la Festa di San Gottardo e il pellegrinaggio a Crea".

Giorgio Rondano e Paolo Massobrio

Il giornalista gourmet Paolo Massobrio ha avuto modo, nel corso della manifestazione Golosaria in Monferrato, di apprezzare la turta ad ciapétti abbinata al vino moscato greco di Cesare Lusona ed è rimasto conquistato dal suo gusto eccezionale!

La ricetta

Per preparare la tùrta ad ciapétti si utilizzano esclusivamente i seguenti ingredienti:

Sono ammessi:

La preparazione della torta prevede le seguenti fasi di lavorazione: si mettono a bagno i ciapétti la sera prima; al mattino si cuociono i ciapètti con i chiodi di garofano e la scorza di limone o arancia secca; si passano nel passa-verdura come per la conserva. Questa purea è la base della torta alla quale si aggiungono gli amaretti/savoiardi o le gallette con i gherigli di noccioli di pesca e il liquore scelto; si lascia riposare il composto per far ammorbidire il tutto. Poi si aggiunge il cacao amaro, lo zucchero, il pizzico di sale e la scorza del limone. Si sbattono le uova a parte incorporandole al composto. Si aggiunge il resto degli ingredienti. Si unge la teglia con il burro e il pan pesto e si inforna a 200°-220° per un paio d'ore.