Comune di Camino (AL)

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Il Capoluogo

Camino

Disposto a ferro di cavallo sul crinale collinare, è vegliato dall'alto dal castello medioevale, edificato nell'XI secolo ed oggi di proprietà privata. La visita conduce attraverso sale splendidamente affrescate e non mancherà di regalare qualche brivido: come dimenticare che tra drappi e balconate vagano senza pace i fantasmi di Scarampo e della sua sfortunata moglie Camilla?

Meritano una visita la chiesa di San Gottardo, con affreschi del 1400, la fontana monumentale nel 1949 a ricordo della costruzione dell'acquedotto del Monferrato e la chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo, prospetticamente collocata a fronteggiare l'augusto maniero, quasi a perpetuare l'eterna disfida tra il potere spirituale ed il potere temporale.

Un confine spesso molto sottile, in realtà, se si pensa che, a breve distanza, lungo la strada provinciale che conduce a Trino, Tenuta Gaiano, grangia risalente addirittura al 943, testimonia la presenza nel lontano passato dei monaci cistercensi che introdussero le popolazioni contadine a quelle tecniche agricole che ne permisero il miglioramento delle condizioni di vita.


Castel San Pietro

Castel San Pietro

Adagiato nella campagna, con belle case dai muri in tufo, Castel San Pietro è un delizioso borgo, contrassegnato da alcune piccole ma ben curate chiesette. La frazione, Castrum Sancti Petri, deve d'altra parte il suo nome alla presenza di una chiesa dedicata al Santo.

In località Castello si gode di un'eccezionale vista a 360° sulla pianura e sulle colline, dal Monviso all'ingresso della Valle d'Aosta, da Novara fino, nelle giornate più limpide, a Milano.


Brusaschetto

Brusaschetto

Deve il suo nome alla rocca detta Brusasca, nominata in un diploma di Corrado il Salico del 1206 a favore del Monastero di Breme.

Oggi Brusaschetto è un borgo vivace, dalle abitazioni graziose, dove le tracce del duro lavoro nelle vicine cave di marna da cemento restano soltanto negli occhi dei pochissimi anziani che vi trascorsero la vita.


Rocca delle Donne

Rocca delle Donne

Il borgo è uno dei luoghi più belli dell'intero Monferrato.

Accoccolato su un costone roccioso a picco sul Po e sulla pianura, Rocca Brusasca è oggi Rocca delle Donne: gli abitanti, conquistata la panoramica cima collinare protesa sulla pianura e sul Po, cambiarono nome al borgo dopo la costruzione nel 1167 di un convento per le monache.

Il Monastero venne chiuso nel 1492 con una bolla papale che tacciava di «condotta sregolata» badessa e monache, diventate nel tempo le vere dominae dell'area.

Sul Monastero sono fiorite leggende, come quelle che citano cunicoli che collegherebbero la struttura alla Tenuta Gaiano, distante pochi chilometri. Un fascino misterioso che si respira ancor oggi attraversando l'abitato.


Isolengo

Isolengo

Disteso come un serpente sul crinale che conduce da Camino alla vicina Cantavenna, Isolengo è un borgo immerso nella pace campestre. Merita una visita la chiesa di San Martino, il cui campanile è il simbolo del borgo.

Ad un paio di chilometri dall'abitato, in direzione Pontestura, si scorgono sulla destra i resti di una vecchia ciminiera, che solitaria fa da vedetta sul territorio.


Piazzano

Piazzano

Piccolo borgo sulla collina che delimita il confine con Mombello, a Piazzano ebbe i suoi natali un personaggio straordinario, che ha dominato le cronache settecentesche della Russia della Grande Caterina: Giovanni Battista Boetti, detto Giobatta, era un frate domenicano che, gettata la tonaca alle ortiche ed approdato per vie traverse in Oriente, si prefisse di unire scismatici e cattolici in unica religione.

Il Profeta Mansur (il vittorioso), come si era ribattezzato, grazie al suo carattere carismatico ed a presunti doti di ubiquità che contribuirono alla creazione del suo mito, riuscì a porsi alla testa di un esercito che tra Armenia, Georgia e Circassia passò, di vittoria in vittoria, in una specie di guerra religiosa e di ribellione al potere centrale.

Preso prigioniero dai russi, fu esiliato sul Mar Bianco dove morì, a Solowesk nel 1798.

Una targa su una casa nel cuore di Piazzano ne ricorda le gesta temerarie.


Zizano

Zizano

Zizano costituisce oggi la più piccola tra le frazioni caminesi, a metà strada fra il capoluogo e il fiume Po.

La sua origine è nondimeno antica ed è da ricondurre all'epoca romana (alla quale riporta il suffisso -ano); nel medioevo Zizano compare nel XIII secolo come Gicanum, sottoposto a partire dal secolo successivo alla giurisdizione signorile degli Scarampi.

La piccola chiesa sei/settecentesca dei Santi Rocco e Stefano fu parrocchia sino al 1700.